Overview
In questa lezione ti voglio parlare di un funnel che utilizziamo per trasformare un articolo blog in un lead magnet.
Questo tipo di funnel è perfetto per catturare sia traffico che non controlliamo che traffico che controlliamo.
Proprio per questo è adatto specialmente per cold traffic, avvero utenti che la maggior parte delle volte non hanno mai sentito parlare di noi.
Per mettere assieme questo funnel utilizzeremo diverse fonti di traffico, un blog post e paid ads.
Niente di più!
Incominciamo.
Blog post
Anche se non voglio entrare in merito alle tecniche di stesura di un blog post è necessario dare qualche suggerimento.
Questo tipo di blog post deve seguire le stesse linee guida di un lead magnet perché è lui stesso un lead magnet.
Quindi deve essere super specifico per un particolare argomento in linea con il nostro prodotto o servizio principale.
Allo stesso tempo deve dare valore senza prendere troppo per essere consumato.
Io per esempio cerco di stare sulle 2000-3000 parole ad articolo anche se ci sono professionisti come Neil Patel che stanno sulle 4000.
Ma cosa significa 3000 parole per il nostro utente?
Se utilizziamo un tool come https://wordcounter.net/ potremo vedere interessanti informazioni riguardo al testo del nostro articolo o di quello di un competitor.
Per esempio prendiamo un blog post di Neil Patel visto che l’abbiamo nominato.

Selezionando il testo dell’articolo e inserendolo nel tool che ho appena citato otterrai una serie di informazioni molto utili.

Come puoi vedere siamo in grado di vedere il numero di parole, il livello di difficoltà del testo, il tempo di lettura e le parole più comunemente usate.
Non male eh?
Partendo da queste statistiche ti posso consigliare di stare tra le 2000 e le 4000 parole, ottenendo un tempo di lettura tra i 5 e i 16 minuti.
Questo viene in genere considerato come un lungo articolo che porta un numero maggiore di condivisioni e di engagement (a patto che ci sia valore dentro).
Un’altra statistica che non ci serve in questo momento ma che ci tornerà utile in seguito è lo speaking time.
Se infatti vogliamo registrare un video ci converrà trascrivere quello che abbiamo intenzione di dire parola per parola e, attraverso lo speaking time su questo tool, capiremo quanto tempo durerà il nostro video approssimativamente.
Questo ci permetterà di capire fin dalla stesura se siamo troppo prolissi o se dobbiamo aggiungere contenuto in base al tempo che ci siamo prefissati.
Tornando al nostro blog post, un ingrediente fondamentale per questo funnel sono dei mini approfondimenti che possano aumentare il valore ricevuto dagli utenti che leggono l’articolo.
Cosa intendo?
Te lo mostrerò tra poco.
In questa stessa lezione ho creato un paio di esempi infatti.
###Promuovi il tuo articolo Una volta creato il nostro blog post saremo pronti a distribuirlo.
Come prima cosa dobbiamo sempre far leva sul traffico che possediamo.
Quindi manderemo il nostro blog post alla nostra audience attraverso il contatto email, Facebook messenger, numero di telefono o altri canali di comunicazione.
Una volta fatto questo passeremo al traffico che non possediamo, ma che controlliamo.
In questo caso dei buoni esempi potrebbero essere i gruppi Facebook.
(Nota bene che questa tattica può essere usata anche su forum e community)
Infatti, anche se non possediamo quel traffico, saremo comunque in grado di farlo arrivare al nostro articolo postando sui gruppi.
Durante la mia ricerca per la tesi per esempio ero dentro a 330 gruppi Facebook di espatriati nel mondo.
Questi gruppi li avevo inseriti in un file excel e divisi per argomento.
Prima di postare un mio link contattavo sempre gli amministratori in modo da avere il loro benestare.
Se la risposta era affermativa allora postavo il link dell’articolo citando l’amministratore con cui mi ero messo d’accordo.
Per tener traccia di tutto questo avevo creato un file excel come quello che vedi qua sotto.

Hai provato a cliccare sull’immagine?
Molto bene.
Questo è esattamente il tipo di mini lead magnet di cui ti stavo parlando nel punto precedente.
Una volta che i nostri utenti cliccheranno sul link o pulsante per scaricare il contenuto, noi potremo inserire un pop-up che propone all'utente di inserire la sua email per ricevere il contenuto.
Potremo anche dire all'utente di scriverci su messenger una determinata parola per ottenere il lead magnet.
Cercheremo di inserire questo tipo di lead magnet almeno 2-3 volte per articolo.
Esempi di questo tipo di contenuto possono essere appunto tavole excel, pdf, immagini a maggior risoluzione, template, ecc.
Come puoi vedere questi contenuti non sono dei veri e propri lead magnet e ci permettono di crearli senza troppo sforzo.
In questo modo non solo potremo crearne diversi per articolo e avere diverse possibilità di catturare un utente, ma gli utenti che inseriranno il loro contatto saranno anche quelli che davvero vogliamo avere nella nostra lista d'email.
Per esempio poco più in su ho nominato un messaggio che mandavo agli amministratori per connettermi con loro.
Potrei inserire la struttura di quel messaggio in un PDF e proporlo come mini-lead magnet e avrei già due contenuti di approfondimento.
In questo modo non limito il valore che ti sto dando nell’articolo, ma ti chiedo il contatto se desideri ottenere extra valore.
Se hai difficoltà a trovare più di due approfondimenti ti posso dare un consiglio davvero utile.
Per chiudere l’articolo puoi creare un ultimo mini lead magnet che offre all’utente di ottenere tutti gli approfondimenti proposti sopra in un colpo solo.

Infatti, il link che manderemo una volta che l'utente ha inserito la propria email contiene tutti i bonus dell'articolo specifico.
In questo modo non dovremo creare diversi pop-up e automazioni email, ma ci basterà usarne una sola che da tutti i mini lead magnet dell'articolo in un colpo solo.
Non dimenticarti anche di utilizzare gli UTM parameters per far sapere a Google Analytics da dove proviene il traffico.
In questo caso vorremo specificare che la campagna è Gruppi Facebook e inserire altri dettagli.
Una buona struttura potrebbe essere questa:
Ecco un esempio nel caso che volessimo postare un articolo su un gruppo di expat:
In questo modo vedremo esattamente quali gruppi facebook stanno producendo il maggior numero di traffico e leads e ci concentreremo su quelli in futuro.
Una volta distribuito il nostro articolo in modo completamente gratuito sarà ora di tirare le somme.
Questo blog post ha prodotto un buon numero di conversioni? Ha ottenuto feedback positivi?
Se la risposta è si allora significa che avremo fatto un buon lavoro e vale la pena automatizzare l’intero blog post come funnel di acquisizione.
Facebook Ads
Per fare ciò ricorreremo al paid advertisement.
Di solito è consigliabile utilizzare Facebook ads, ma ogni channel va bene in base alla propria audience.
Per promuovere questo tipo di contenuti noi utilizziamo un post che sponsorizziamo per traffico in quanto vogliamo portare lettori sull’articolo e lasciare che si iscrivano solo se hanno ottenuto valore.
Nell’audience escluderemo chiunque sia presente nella nostra emailing list e chiunque abbia visitato il link della nostra thank you page di iscrizione.
In questo modo escluderemo utenti che fanno già parte del traffico che possediamo.
Chi è il nostro target quindi?
Un esempio di targeting potrebbero essere tutti gli utenti tra i 25 e i 45 anni che vivono in Italia e che seguono determinati interessi di nicchia sul copywriting.
Se volessimo usare una guida sul copywriting come lead magnet allora potremo individuare interessi come Andre Chaperon (uno dei migliori copywriter che conosco) e un paio di libri o siti di nicchia sull’argomento.
Se un italiano segue un marketer americano su un argomento specifico significa che è veramente interessato a quell’argomento..
Ma cosa succede a chi ha letto l’articolo e non si è deciso a lasciare la sua email?
Retargeting
Chiunque abbia interagito con i nostri contenuti senza iscriversi sarà comunque molto più warm di chi non ci conosce per niente.
Abbiamo fatto infatti un ottimo lavoro e sarebbe sciocco sprecarlo non facendo retargeting su chi già ci conosce.
Come abbiamo detto nella lezione precedente, possiamo ora utilizzare una squeeze page con un lead magnet per convertire chi ha letto il nostro blog post ma non ha convertito.
Per fare ciò andremo a creare una custom audience per chiunque abbia visitato il link del nostro articolo, ma non abbia visitato la nostra thank you page che segue l’inserimento dell’email.
In questo modo evitiamo di spendere budget su utenti che sono già nel traffico che possediamo.
In questa ad di retargeting non proporremo più un articolo del nostro blog, ma uno dei nostri lead magnet veri e propri che promuoveremo su Facebook attraverso una ad ottimizzata per conversioni.
Conclusioni
Ottimo!
Abbiamo appena visto come creare e ottimizzare un nostro blog post in funzione di lead capture e come trasformarlo in una fonte di lead evergreen.
Vediamo il funnel che abbiamo messo assieme per chiarezza:

Questo funnel non si interrompe di certo qui.
Vedremo in seguito come si unirà ad altri elementi per comporre quello che noi definiamo la funnel chain, ovvero una sequenza automatica di processi che si prefigge di aumentare il valore che noi diamo ai nostri utenti mentre viene aumentato il valore che il nostro business riceve da loro.
Per questo case study è tutto.
Ci vediamo nella prossima lezione!
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