Overview
La creazione di un CV perfetto incomincia ancora prima di scrivere una singola parola. Vediamo come evitare che la nostra applicazione venga scartata ancora prima di raggiungere il reclutatore.
Saper scrivere un buon CV è sicuramente importante, ma al giorno d’oggi è solo un pezzo del puzzle. Sfortunatamente ci vogliono delle conoscenze che non tutti possiedono per far arrivare il nostro CV al destinatario.
Infatti c’è una buona possibilità che il nostro CV non venga mai letto. Non sto parlando di una perfida segretaria che esclude i curriculum dei non raccomandati. Infatti al giorno d’oggi è un software a fare il lavoro sporco.
Come funziona? Semplicemente se il nostro CV non raggiunge determinati standard di corrispondenza al testo dell’inserzione lavorativa, il software lo cestinerà automaticamente senza neanche mostrarlo al reclutatore.
Le multinazionali, ma anche aziende di medie dimensioni, hanno recentemente incominciato ad utilizzare questo programma di pre-filtro delle applicazioni chiamato Applicant Tracking System (ATS). Come già accennato questo programma legge le applicazioni e cestina quelle prive delle parole chiave o qualifiche per la posizione specifica.
Per rendere il tutto più semplice possiamo immaginarlo come Google quando lanciamo una ricerca. Google ci mostrerà solamente i siti web che hanno un match alto con la ricerca che abbiamo appena lanciato e nasconderà quelli che ne sono sprovvisti.
Non è importante se un sito web parla proprio di quello che stiamo cercando. Se esso non si indicizza al meglio per quella ricerca, Google non potrà sapere l’argomento che viene trattato al suo interno.
Allo stesso modo, ATS crea una lista di candidati basandosi sull’inclusione delle parole chiave nella descrizione del lavoro.
Dr. J. Salivan, rinomato specialista internazionale di risorse umane, ha spiegato come il nostro CV venga scartato se non compatibile con la descrizione del lavoro almeno al 50%. Se non siamo consapevole di questo e creiamo un CV non ottimizzato/personalizzato che invieremo a tutti, le nostre chance di avere successo si ridurranno considerevolmente.
Il CV deve descrivere noi stessi, certo ma in funzione del lavoro e azienda per cui stiamo applicando. Non rispettare questi standard equivale a mandare una lettera in lingua cinese a un’azienda araba.
Questo significa che per scrivere il resume perfetto, dobbiamo iniziare una parte di analisi prima ancora di scrivere una singola parola.
Come fare? Semplicemente andremo a ricercare la nostra inserzione lavorativa bersaglio, per cui vogliamo applicare, ancora prima di iniziare a scrivere il nostro CV. Non preoccuparti. Chiariremo questo punto a breve.
Una preliminare ma solida ricerca può essere fatta andando ad analizzare tra le 3 e le 20 inserzioni lavorative correlate alla posizione e industria in cui vogliamo lavorare. Il nostro obiettivo sarà quello di trovare determinate parole chiave che sono generalmente ripetute in queste descrizioni e inserirle nel nostro CV per produrre una corrispondenza (match) con l’ATS.
Identificare queste parole chiave sembrerà estremamente complicato se non l’abbiamo mai fatto prima. Quindi vediamo come fare in dettaglio.
Le parole chiave sono nomi e competenze tecniche: titolo/professione/competenze specifiche dell’industria, termini tecnologici e descrizioni di competenze tecniche, nomi di programmi web, certificazioni, nomi di prodotti e servizi, industrie, titoli di studio e nomi di college.
Teniamo in mente che generalmente le prime parole chiave che troviamo nell’inserzione sono le più importanti. Vediamo un esempio pratico:

Ora scriviamo queste parole chiave e facciamo la stessa cosa con altre inserzioni per la stessa posizione e industria. Cosa otterremo?
Esattamente una lunga lista di sinonimi. Il più delle volte le aziende nello stesso campo cercano le medesime competenze. Di certo ci sono modi diversi per descrivere queste competenze, ma l’idea è creare una lista di parole chiave da usare nel nostro CV.
Disclaimer: non sto dicendo che dobbiamo usare qualifiche che non possediamo. Per esempio non possiamo dire che sappiamo usare Python solo perché è un requisito fondamentale per moltissimi sviluppatori.
Le parole chiave appena identificate sono fondamentali per descrivere la nostra esperienza e competenze nel modo da farci comprendere dal software, incrementando le nostre chance di creare una corrispondenza con l’ATS.
Tool: se incontriamo difficoltà inizialmente nell’identificare le parole chiave, possiamo usare wordle.net. Semplicemente incollando il testo dell’inserzione su wordle otterremo le terminologie più utilizzate nel testo.
Bada bene che più utilizzate non significa che siano parole chiave. Molte volte corrispondono, ma non prenderlo come uno strumento infallibile.

L’immagine sovrastante è stata prodotta inserendo l’inserzione che abbiamo analizzato nel tool appena citato. Come possiamo vedere, non otteniamo delle parole chiave specifiche, ma c’è una corrispondenza con molte di quelle trovate in precedenza.
Tool: uno strumento ancora migliore per questa ricerca è jobscan.co. Questo programma è capace di confrontare l’inserzione con il nostro CV e calcolare la percentuale di corrispondenza tra i due. Possiamo anche ricalcolare questa percentuale aggiungendo parole chiave.
Sfortunatamente, solo le funzionalità base sono disponibili gratuitamente, ma sono comunque sufficienti a migliorare la nostra comprensione di come individuare le parole chiave.
Le parole chiave ci torneranno utilissime in seguito, quando vedremo diverse tecniche usate dai reclutatori professionisti per trovare chi non vuole essere trovato. (So che può sembrare strano ma dammi un secondo per spiegare)
Ma prima di usare jobscan.co abbiamo bisogno di un CV.
Quindi incominciamo a scriverlo.
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